L’influenza italiana sulla cultura scozzese

di Reece Thompson – Traduzione di Erika Marian 

Negli ultimi anni la Scozia si è contraddistinta per essere uno dei Paesi del Regno Unito con la mentalità più aperta. In particolare, il boom turistico nel Paese, a partire dagli anni Duemila, ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo di una società più cosmopolita. Ripercorrendo la storia scozzese, uno dei primi e migliori esempi di integrazione è quello degli italiani, arrivati in massa negli anni Novanta dell’Ottocento, soprattutto sulla costa occidentale.

Generalmente, quando degli immigrati arrivano in un paese o in una città tendono a rimanere uniti e a stabilirsi nello stesso posto, ma questo non è stato il caso di questi zelanti italiani. Nonostante le tantissime sfide, tra cui la mancanza di istruzione e il diverso credo rispetto alla maggioranza degli abitanti, a vent’anni dal loro arrivo, l’influenza italiana esplose in tutto il Paese. Questo avvenne soprattutto grazie all’iniziativa degli imprenditori italiani che avviarono attività di grande successo, come i bar e le pasticcerie e anche grazie, come tutti sanno, alla loro incontestabile influenza sul fish and chips, diventato uno dei piatti principali. Inoltre, gli italiani impararono molto velocemente prima l’inglese e poi lo slang scozzese, dimostrando la loro sicurezza e la loro capacità di adattarsi. Anche la rapida padronanza della lingua locale, al pari delle loro abilità culinarie, ebbe un’enorme importanza poiché permise agli italiani di approfondire il loro legame con la cultura scozzese.

Ancora oggi, l’influenza italiana sulla cultura scozzese è enorme. Ad esempio, una delle immagini più associate alla Scozia moderna è la barretta fritta di cioccolato Mars, che probabilmente è purtroppo l’apice della cucina scozzese. Senza il lavoro degli italiani che contribuirono a espandere e a rendere popolari i negozi di patatine appena nati, la strada del gusto scozzese avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. Alcuni degli spuntini più amati in Scozia come la cena con gli haggis, il red pudding, la pizza fritta e, come accennato in precedenza, la barretta fritta di cioccolato Mars sono tutti stati creati, probabilmente, nel chip shop, il negozio di patatine, o come lo chiamano gli scozzesi il “chippy / chipper”. Ho la sensazione, però, che se chiedessimo all’italiano medio di provare una barretta fritta di Mars o provassimo in qualche modo a collegarla alla sua cucina, finiremmo nel suo libro nero.

Anche al di fuori del cibo, l’influenza italiana in Scozia ha prodotto alcuni dei migliori artisti della Scozia. Paolo Nutini ne è un esempio significativo: i suoi genitori possiedono un chip shop sulla costa occidentale della Scozia, questo collega la famiglia Nutini a quei pionieri di successo che arrivarono in Scozia negli anni Novanta dell’Ottocento e, in particolare, la famiglia paterna era originaria di Barga, in Toscana. Lewis Capaldi, uno degli artisti del momento a livello globale, è un altro prodotto dell’Unione Italo-scozzese. La parte italiana della superstar proviene da Picinisco. Un lontano cugino del cantante è l’attore Peter Capaldi, famoso per il suo ruolo di Doctor Who e protagonista di “The Thick of It”, per il quale ha vinto diversi premi. La sua storia è molto simile a quella di Paolo Nutini e i suoi genitori possedevano una gelateria a Glasgow. Non sembra un caso, quindi, che alcuni dei personaggi scozzesi di maggior spicco abbiano come ingrediente segreto nella ricetta del loro successo la scintilla italiana.

Non è facile capire la portata del contributo che il popolo italiano ha dato alla Scozia, quello che si può dire è che il suo impatto sulla nazione è stato duraturo e ha contribuito a creare alcune tra le personalità e le questioni culturali più iconiche del paese. Le due culture sono accomunate da una sorta di “animosità”, sia gli italiani che gli scozzesi non si tirano indietro quando si tratta di difendere la loro opinione e continuano a farlo fino a perdere il fiato. Alcuni la chiamano “impulsività” o “mancanza di riflessione”, ma per gli scozzesi e gli italiani è “vera passione”. Questa somiglianza tra i due paesi si vede nella passione per il calcio, entrambe le nazioni condividono infatti un grandissimo entusiasmo per questo sport, anche se forse i risultati sul campo sono diversi. Vi lascerò intendere quale dei due è migliore. Scherzi a parte, entrambe le nazioni hanno sofferto molto nel corso della loro storia, anche se in modo diverso. Ma il risultato è lo stesso: due popoli che tengono sempre la testa alta, che hanno una visione ottimista del mondo e il cui marchio nazionale è immediatamente riconoscibile dalla loro storia, dalla cultura e dal cibo.

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