CLIL: consigli pratici per insegnanti

Esiste una ricetta per il CLIL?

Molto è stato scritto su cosa sia la metodologia CLIL e perché utilizzarla ma esistono poche guide pratiche su come pianificare e impartire lezioni basate sul CLIL. Se sei un insegnante di materie non linguistiche a cui è stato chiesto di tenere le proprie lezioni in inglese o se sei un insegnante di lingua straniera a cui è stato chiesto di aiutare i propri colleghi ad insegnare le altre materie in lingua straniera, forse sarai alla ricerca del modo migliore per farlo. Secondo noi CLIL non significa solo trovare la ricetta perfetta ma piuttosto un viaggio avventuroso per cui partire  – ma non senza alcune essenziali linee guida.

CLIL: da dove iniziare?

Ci sono alcune cose che devi assolutamente tenere in considerazione quando inizi a pianificare lezioni fondate ulla metodologia CLIL. Prima di tutto, pensa a chi sono i tuoi studenti – al loro livello di inglese (o qualunque altra lingua seconda utilizzerai per trasmettere i contenuti), alle loro conoscenze pregresse riguardo la materie che insegnerai loro, e cosa essi si aspettano dalla classe. Una volta stabilito questo, puoi iniziare ad abbozzare il programma da seguire, facendo in modo che il livello di conoscenza della lingua dei tuoi studenti sia compatibile con il contenuto e i materiali che vuoi utilizzare. 

Ecco due esempi per far risaltare l’impatto che il livello di conoscenza linguistica dei tuoi studenti può avere sulle tue lezioni. Durante un corso basato sul CLIL che abbiamo tenuto in una scuola superiore italiana abbiamo avuto la possibilità di insegnare a studenti con un livello abbastanza alto di inglese. Questo ci ha permesso di focalizarci sull’aspetto del contenuto (in quel caso arte e scienze) mentre l’inglese era solo il mezzo utilizzato per tenere le lezioni. Con questi studenti abbiamo potuto adattare il materiale progettato per alunni inglesi. Abbiamo in seguito avuto un’altra esperienza in una scuola in cui il livello di inglese degli studenti era più carente. Questo ci ha obbligato a scegliere un approccio maggiormente focalizzato sugli aspetti linguistici, concentrandoci in particolare sul vocabolario relativo alle materie in questione (in tal caso educazione fisica e musica). Per questi alunni, i libri di testo destinati a madrelingua inglesi erano troppo difficili da un punto di vista linguistico, così abbiamo adattato e creato il il materiale preesistente in modo da a) insegnare concetti chiave e vocabolario riguardante educazione fisica e musica e b) sviluppare le loro abilità linguistiche, con l’obiettivo di renderli capaci di utilizzare veri libri di testo inglese durante l’ultimo anno di scuola.

Come selezionare il materiale corretto?

Un importante fattore da considerare quando si seleziona il materiale è evitare di sovraccaricare gli studenti con troppe informazioni che non sarebbero in grado di elaborare. Per farlo si può selezionare un contenuto relativamente semplice o scegliere qualcosa di cui si è già parlato nella lingua madre e utilizzare il corso fondato sul CLIL come modo per ripassare e approfondire i contenuti.

Gli insegnanti potrebbero trovare utile lavorare sui libri di testo inglesi progettati per studenti madrelingua delle scuole primarie. Ciò può avere vantaggi sia per l’insegnante che per gli studenti: dal punto di vista contenutistico, il livello di questi libri non è molto difficile ma fornisce un contesto autentico per il vocabolario di cui gli studenti avranno bisogno in seguito. Per quanto riguarda gli insegnanti, possono utilizzare esercizi già fatti per testare le conoscenze degli studenti a livello di contenuto e nel frattempo concentrarsi sullo sviluppo di ulteriori attività utili per consolidare le abilità linguistiche in lingua straniera dei loro studenti.

Risorse online per il CLIL

Internet offre numerose risorse per gli insegnanti: per esempio, il British Council e editori come Pearson hanno numerosi contenuti gratuiti online. Puoi anche dare un’occhiata al modello di una lezione sull’Induismo tenuta seguendo la metodologia CLIL qui. Potrai trovare ulteriori idee su questa pagina.

È molto importante per gli insegnanti di lingua straniera e non lavorare insieme come in un gruppo. Condividere idee e osservarsi l’un l’altro durante la lezione può davvero dare una grande spinta alle tue abilità e conoscenze riguardo al CLIL.

Per esempio, gli insegnanti di materie diverse da quelle di lingua straniera hanno una grande quantità di materiale di cui probabilmente potrai trovare equivalenti in inglese, e gli insegnanti di lingua straniera probabilmente hanno idee e suggerimenti su come sfruttare questi materiali per fini linguistici.

Analisi dei materiale e come usarli al meglio 

Il vocabolario è uno dei primi aspetti da considerare  –ci sono termini tecnici o specialistici che i tuoi studenti avranno bisogno di conoscere per il corso o per comprendere i testi? Se questo è il caso, assicurati di spiegarlo loro per tempo sottoponendo agli studenti esercizi in cui devono abbinare la parola a definizioni o immagini, utilizzando esercizi di completamento o aiutando gli studenti a dedurre il significato a partire dal contesto.

Idee pratiche: la tua lezione probabilmente si concentrerà sulla comprensione generale di un testo principale – rendilo più interessante utilizzando esercizi di comprensione come information gapsjigsaw reading tasks e jumble tasks. Le attività di rinforzo possono focalizzarsi sul potenziamento del vocabolario insegnato in precedenza agli studenti e sullo sviluppo sia delle abilità linguistiche che della comprensione dell’argomento. QUeste attività possono includere discussioni di gruppo, presentazioni individuali, creazione di poster e redazione di testi sull’argomento.

Per maggiori informazioni riguardo ai nostri corsi CLIL non esitare a contattarci: english@ladante-in-cambridge.org

 

CLIL: Intervista alle insegnanti formatrici de La Dante

Le nostre docenti formatrici Mary Spratt ed Helen Baker hanno tenuto un corso CLIL di due settimane per un gruppo di insegnanti di scuola secondaria provenienti da Zaragoza, docenti di diverse discipline, tra cui educazione fisica, musica ed arte. Le abbiamo raggiunte ed intervistate alla fine del corso.

Mary Spratt, docente formatrice e autrice di numerosi corsi

 

 

  • Com’è stata la tua esperienza in quanto insegnante formatrice per il nostro corso CLIL a La Dante?  Credo sia stata molto positiva. La Dante è una scuola di piccole dimensioni e proprio per questo tutti possono incontrarsi, supportarsi a vicenda, scambiarsi idee e opinioni e si percepisce bene questo bellissimo senso di collaborazione. Penso che questo tipo di situazione sia del tutto speciale.
  • Quali ritieni siano stati i punti salienti di queste due settimane? Abbiamo lavorato per due settimane con tre docenti spagnoli che insegnano arte, sport e musica in una scuola di Zaragoza. Credo che uno dei punti salienti di queste due settimane sia stato sentirli parlare delle loro lezioni e dei loro studenti. Alcuni di loro hanno dimostrato di avere idee interessanti su come creare i programmi per le loro classi e su come fare delle loro classi delle clasi basate sulla metodologia CLIL. Questi insegnanti erano molto motivati ed è stato un piacere insegnare loro.
  • Qual è il messaggio più importante che daresti ad insegnanti che desidererebbero iscriversi ad un corso CLIL a La Dante in Cambridge? Credo che molti docenti siano abbastanza spaventati o preoccupati di dover insegnare le loro materie seguendo la metodologia CLIL, e similmente che numerosi docenti formatori inglesi siano preoccupati al pensiero di dover insegnare la metodologia CLIL. La metodologia CLIL è una sfida, sono d’accordo, ma penso anche che il CLIL consista in una grande dose di divertimento e di esperimenti: uno degli insegnanti spagnoli questa mattina ha detto: “insegnare seguendo la metodologia CLIL è un’avventura”. Alcuni probabilmente penseranno: “Non voglio un’avventura, voglio una ricetta, delle istruzioni”: è difficile trovare la ricetta perfetta per il CLIL, ma esistono delle linee guida, e all’interno di quelle linee guida, si possono intraprendere incantevoli avventure. È vero che quando gli studenti imparano materia e lingua insieme ciò li aiuta ad essere maggiormente motivati su entrambi i lati e a fare progressi da entrambi i punti di vista.

 


Helen Baker, docente formatrice ed esaminatrice esami Cambridge

 

  • Com’è stata la tua esperienza in quanto insegnante formatrice per il nostro corso CLIL a La Dante?  Mi è davvero piaciuto tenere il corso CLIL qui a La Dante, ho avuto degli student molto motivati e desiderosi di mettere in pratica le loro conoscenze didattiche al contesto CLIL. La cosa migliore per me è stata vederli sviluppare le loro idee e trasformare la teoria in pratica. Abbiamo anche potuto godere di un’atmosfera di lavoro rilassata con feste e celbrazioni durante il periodo.
  • Qual è il messaggio più importante che daresti ad insegnanti che desidererebbero iscriversi ad un corso CLIL a La Dante in Cambridge? Suggerirei loro di venire con una mente aperta ed essere preparati ad apprendere molto, probabilmente in un breve periodo di tempo, e ad adattare le loro conoscenze riguardo all’insegnamento – conoscenze che dovrebbero essere già ampie – al contesto del CLIL. Spero che un maggior numero di insegnanti decida di unirsi ai nostri corsi nel corso degli anni e di avere questa esperienza utile per diventare consapevoli di come la metodologia CLIL possa realmente arricchire la loro didattica.

Per maggiori informazioni riguardo ai nostri corsi CLIL invia la tua richiesta a: english@ladante-in-cambridge.org

Imparare l’italiano alla Dante e’…un gioco da ragazzi!

Molti genitori, pensando al futuro dei propri figli in una societa’ sempre piu’ globalizzata, decidono di fare loro un enorme regalo: l’apprendimento di una lingua straniera. Il bilinguismo è innegabilmente una grande ricchezza, in quanto permette di confrontarsi con lingue e culture diverse dalla propria, aprendo la mente non solo a un nuovo codice comunicativo, ma anche a una maggiore comprensione e tolleranza nei confronti degli altri. Parlare piu’ lingue, insomma, è una delle abilità più importanti che i vostri figli possano acquisire, fin da piccolissimi.

L’apprendimento linguistico durante la prima infanzia è un processo naturale e privo di sforzo, in quanto i bambini sono dotati di una predisposizione innata per l’acquisizione del linguaggio. Infatti, come dimostrano moltissime ricerche di neuro e psicolinguistica, per  i bambini e’ piu’ semplice imparare una nuova lingua rispetto agli adulti, poiché hanno una maggiore elasticita’ cerebrale, oltre a una grande capacità d’imitazione e una memoria eccellente. Dal punto di vista cognitivo, questo processo aiuta i bambini a migliorare le loro capacita’ di analisi nelle attività di problem-solving, rafforza le loro competenze decisionali e influisce positivamente anche sul loro sviluppo emotivo, in particolar modo quando l’apprendimento e’ accompagnato da attivita’ ludiche con gli insegnanti e il gruppo dei pari. Inoltre, imparare una seconda lingua da piccoli allena l’elasticita’ cerebrale necessaria per apprenderne di nuove in futuro. E’, insomma, un piccolo grande passo verso molti altri traguardi.

In particolare, la lingua italiana e’, per alcuni dei nostri piccoli alunni,  la lingua di un genitore o dei nonni, come nel caso di Matilda, che ci ha raccontato orgogliosa che la sua grandma le diceva sempre “ciao bella!” quando la salutava. Insomma, l’italiano come lingua delle origini, ma anche dei bei ricordi delle vacanze al mare,  di piatti gustosi e di paesaggi incantevoli. Non finisce qui: imparare l’italiano, infatti, e’ un ottimo investimento, in quanto la nostra lingua e’ da sempre riconosciuta come uno strumento di comunicazione d’eccellenza in moltissimi ambiti: dalla letteratura alla gastronomia, dall’arte alla moda e alla musica, e cosi’ via.

I corsi di italiano per bambini alla Dante sono tenuti da esperti insegnanti madrelingua. Negli ultimi mesi, Lucia Vasapollo, Laura Guerrieri e Lucia Casiraghi hanno tenuto corsi individuali e di gruppo, utilizzando un approccio che si e’ rivelato vincente: l’apprendimento linguistico basato sul gioco, in particolare su tecniche di role-play e make-believe. Tutti i nostri corsi hanno avuto risultati decisamente positivi e gratificanti. Con grande attenzione e soddisfazione abbiamo seguito passo passo il processo di apprendimento dei bambini, osservando i progressi di ciascuno e le dinamiche che si sono create tra loro:  vedere i nostri piccoli alunni giocare insieme in italiano e assimilare ad ogni lezione moltissime parole, a volte anche apparentemente difficili, per poi riutilizzarle anche a distanza di settimane, e’ stata un’immensa gioia, che ci ricorda come sia per loro facile e naturale abituarsi all’ascolto di suoni diversi da quelli della propria lingua materna e imitarli senza la paura di sbagliare che spesso blocca noi adulti quando impariamo una lingua straniera.

Abbiamo iniziato dalle piccole cose, come imparare i numeri da 1 a 10 contando i gradini nel percorso verso la classe. Un’abitudine semplice che pero’ ha creato grande coinvolgimento nei bambini, che ben presto hanno iniziato a ripetere i numeri senza l’aiuto dell’insegnante. Una volta in classe, poi, largo alla fantasia! Le lezioni si sono sviluppate tra giochi di ogni genere, storie, canzoni e attivita’ creative. Le bambole, per esempio, ci sono servite per presentare ai bambini il lessico legato alla famiglia, cosi’ come il cibo giocattolo e il registratore di cassa sono stati utilizzati nella simulazione dell’attivita’ di fare la spesa in italiano. “Gelato”, “mela”, “pane”, “torta”…in pochi giorni queste e tante altre parole parole sono diventate familiari, e tutto questo tramite il gioco. Le attivita’ sono state personalizzate seguendo i gusti personali dei bambini, per far si’ che le lezioni fossero ancora piu’ divertenti e coinvolgenti. Matilda e Florence, per esempio, amano gli animali, il mare e le fate. Proprio questi sono stati i protagonisti dei nostri giochi, insieme alle canzoni italiane per bambini legate di volta in volta all’argomento della lezione. Sentirle canticchiare “La pappa al pomodoro” o “Ci vuole un fiore” mentre giocavano e’ stata una bellissima sorpresa.

Tra i giochi piu’ amati, vanno citate le piccole sfide del “chi mi sa dire come si chiama…?”. Con grande tenerezza, abbiamo visto i bambini suggerirsi l’un l’altro le parole italiane per guadagnarsi lo stemma della vittoria. Un personaggio molto amato e’ il pupazzo-marionetta Ippopotamo, che, come i nostri piccoli studenti sanno bene, parla solo italiano e non capisce una parola di inglese. Questo piccolo stratagemma  ha fatto si’ che i bambini si impegnassero a rivolgerglisi nella nuova lingua, l’unico mezzo per poter comunicare con questo simpatico amico.
L’italiano come una nuova lingua, insomma, ma, come dicevamo, per qualcuno di loro e’ allo stesso tempo una lingua antica, legata alle proprie radici. Cio’ che e’ certo e’ che per tutti i nostri alunni e’ una lingua divertente e impararla e’…un gioco da ragazzi!