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Latest news at La Dante in Cambridge

Consult our blog to get latest news!

7 Reasons to Learn a New Language

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WHY STUDY ANOTHER LANGUAGE? AND WHY STUDY ITALIAN OR SPANISH?   1. Connect! One of the most rewarding aspects of the human experience is our ability to connect with others.  Being able to communicate with someone in his or her language…

ARE YOU UP TO A GREAT ONLINE EXPERIENCE OR DID YOU THROW THE TOWEL IN TO LEARN A NEW LANGUAGE ONLINE?

How we enjoy and develop our language learning experience online Here at La Dante in Cambridge, we are riding the big wave, having moved all of our language courses online for Italian, Spanish, and English.  Many of us are at home during…

5 Reasons for Studying Languages Online (vs. Face-to-Face Classroom)

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Shall I study languages online or shall I wait for my face-to-face classes later on? Starting on Zoom or Skype online is easier than you think and at La Dante our team will be helping you to set it up if you are not tech-savvy. Take advantage of lockdown time and improve your skills and those of your family. Take this opportunity to learn online together for your next holiday or visit family abroad.

ICGSE PREPARATION AT LA DANTE IN CAMBRIDGE

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"This is my first time in England with the school and my classmates. I think that it is something that everyone has to do because we can do so many new experiences, we can learn so many things about the language, culture, and tradition in England".

The benefits of learning a new language and playing tennis

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In Cambridge the special partnership between the sport organisation Cambridge Tennis Academy and the European language school La Dante in Cambridge Whatever your age, the health benefits of playing sports and learning a foreign language dramatically…

Advantages of learning English via Skype - Great for professionals

English is the most common language spoken in business. It is the main language of the Internet, conference call meetings and Skype calls ... and many technical manuals are written in English too.

More aticles below

Spanish and UK Trade, an Unlikely Partnership?

By Reece Thomson

In an increasingly globalised world being bi lingual in business is more important than ever. Being able to communicate sincerely with clients can be the make or break for closing a deal. Spanish is the fourth most widely spoken language globally making it a valuable tool in any entrepreneur’s arsenal. Within the context of Britain and Spain the nations share approximately 15 billion a year in communal trade from cars to medicine to Spanish cleaning products. Here at La Dante we can help any aspiring business person tap into this market through our wide range of Spanish learning courses starting from basics to advanced to help give you the edge in interpersonal business relations.

Perhaps one of the biggest exports of Spain is the appeal of a retirement in the sun, with approximately 285,000  British expats living in Spain in 2018. The desire for one of these lovely holiday homes in Spain is the end goal for many British. The impact of this retirement dream ingrained in the British psyche cannot be understated with it being a prominent concept on British television with shows like “Living in the Sun” and “A New Life in the Sun”.

The sun, such a foreign concept in Britain and arguably the driving factor behind this cultural phenomenon.  The wider impact of this movement is hard to measure as these Brits buy property in often secluded old towns and can in some cases bring a breath of life into what would otherwise be a dying community.

However the biggest and most important component of these two nations trading is tourism, with Spain being the fan favourite holiday destination for Brits. Since the 1970’s as holidaying became accessible to the everyday man Spain has enticed Brits to visit. Again this is down to our good friend the Spanish sun who we mentioned earlier. This combined with the culture of Spain from her tapas to her flamboyant celebrations make it a staple in British holidaying and looks likely to remain so. 

 It used to be a one-sided exchange but in recent years more and more Spaniards are choosing to visit the Uk. However it is not always in the traditional vehicle of a week’s holiday, Spaniards come to Britain in many different forms such as workers, students and the tourist. Increasingly in British cities you find Spanish run businesses and blooming microcosms of Spanish sprinkled around communities. Increasingly more Spanish students who come to study in the UK choose to stay after their degree is over and these are the seeds which will grow to form a stronger bond between both Britain and Spain.

This integration shows that although in economic terms the UK and Spain have an important, strong bond it goes much beyond the money as the exchange of people through tourism or otherwise shows both nations have cultural ties which will only increase over time despite the sword of Brexit attempting to sever this long lasting unofficial union.

L’influenza italiana sulla cultura scozzese

di Reece Thompson – Traduzione di Erika Marian 

Negli ultimi anni la Scozia si è contraddistinta per essere uno dei Paesi del Regno Unito con la mentalità più aperta. In particolare, il boom turistico nel Paese, a partire dagli anni Duemila, ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo di una società più cosmopolita. Ripercorrendo la storia scozzese, uno dei primi e migliori esempi di integrazione è quello degli italiani, arrivati in massa negli anni Novanta dell’Ottocento, soprattutto sulla costa occidentale.

Generalmente, quando degli immigrati arrivano in un paese o in una città tendono a rimanere uniti e a stabilirsi nello stesso posto, ma questo non è stato il caso di questi zelanti italiani. Nonostante le tantissime sfide, tra cui la mancanza di istruzione e il diverso credo rispetto alla maggioranza degli abitanti, a vent’anni dal loro arrivo, l’influenza italiana esplose in tutto il Paese. Questo avvenne soprattutto grazie all’iniziativa degli imprenditori italiani che avviarono attività di grande successo, come i bar e le pasticcerie e anche grazie, come tutti sanno, alla loro incontestabile influenza sul fish and chips, diventato uno dei piatti principali. Inoltre, gli italiani impararono molto velocemente prima l’inglese e poi lo slang scozzese, dimostrando la loro sicurezza e la loro capacità di adattarsi. Anche la rapida padronanza della lingua locale, al pari delle loro abilità culinarie, ebbe un’enorme importanza poiché permise agli italiani di approfondire il loro legame con la cultura scozzese.

Ancora oggi, l’influenza italiana sulla cultura scozzese è enorme. Ad esempio, una delle immagini più associate alla Scozia moderna è la barretta fritta di cioccolato Mars, che probabilmente è purtroppo l’apice della cucina scozzese. Senza il lavoro degli italiani che contribuirono a espandere e a rendere popolari i negozi di patatine appena nati, la strada del gusto scozzese avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. Alcuni degli spuntini più amati in Scozia come la cena con gli haggis, il red pudding, la pizza fritta e, come accennato in precedenza, la barretta fritta di cioccolato Mars sono tutti stati creati, probabilmente, nel chip shop, il negozio di patatine, o come lo chiamano gli scozzesi il “chippy / chipper”. Ho la sensazione, però, che se chiedessimo all’italiano medio di provare una barretta fritta di Mars o provassimo in qualche modo a collegarla alla sua cucina, finiremmo nel suo libro nero.

Anche al di fuori del cibo, l’influenza italiana in Scozia ha prodotto alcuni dei migliori artisti della Scozia. Paolo Nutini ne è un esempio significativo: i suoi genitori possiedono un chip shop sulla costa occidentale della Scozia, questo collega la famiglia Nutini a quei pionieri di successo che arrivarono in Scozia negli anni Novanta dell’Ottocento e, in particolare, la famiglia paterna era originaria di Barga, in Toscana. Lewis Capaldi, uno degli artisti del momento a livello globale, è un altro prodotto dell’Unione Italo-scozzese. La parte italiana della superstar proviene da Picinisco. Un lontano cugino del cantante è l’attore Peter Capaldi, famoso per il suo ruolo di Doctor Who e protagonista di “The Thick of It”, per il quale ha vinto diversi premi. La sua storia è molto simile a quella di Paolo Nutini e i suoi genitori possedevano una gelateria a Glasgow. Non sembra un caso, quindi, che alcuni dei personaggi scozzesi di maggior spicco abbiano come ingrediente segreto nella ricetta del loro successo la scintilla italiana.

Non è facile capire la portata del contributo che il popolo italiano ha dato alla Scozia, quello che si può dire è che il suo impatto sulla nazione è stato duraturo e ha contribuito a creare alcune tra le personalità e le questioni culturali più iconiche del paese. Le due culture sono accomunate da una sorta di “animosità”, sia gli italiani che gli scozzesi non si tirano indietro quando si tratta di difendere la loro opinione e continuano a farlo fino a perdere il fiato. Alcuni la chiamano “impulsività” o “mancanza di riflessione”, ma per gli scozzesi e gli italiani è “vera passione”. Questa somiglianza tra i due paesi si vede nella passione per il calcio, entrambe le nazioni condividono infatti un grandissimo entusiasmo per questo sport, anche se forse i risultati sul campo sono diversi. Vi lascerò intendere quale dei due è migliore. Scherzi a parte, entrambe le nazioni hanno sofferto molto nel corso della loro storia, anche se in modo diverso. Ma il risultato è lo stesso: due popoli che tengono sempre la testa alta, che hanno una visione ottimista del mondo e il cui marchio nazionale è immediatamente riconoscibile dalla loro storia, dalla cultura e dal cibo.

Se hai delle origini italiane e vuoi accendere la tua scintilla italiana, qui a La Dante offriamo corsi online di ogni livello per insegnarti la lingua. Se, invece, la storia del successo degli immigrati italiani in Scozia ti ha ispirato a trasferirti nel Regno Unito, abbiamo anche corsi di inglese per accompagnarti nel tuo viaggio.

Italian Influence on Scottish Culture

By Reece Thomson

Scotland in recent years has developed an identity as one of the more open minded areas of the UK, with the country booming in tourism since the 2000’s this has had a knock on effect for a more cosmopolitan country to begin to develop. If we trace the country’s history, though, one of the earliest and most successful examples of integration was the mass arrival of Italians in the 1890’s primarily on the West Coast. 

When immigrants arrive in a country or city more often than not they will stick together and tend to settle in once place, this was not the case for these eager Italians. Despite several challenges including lack of education and differing faith from most of the locals  twenty years after their original arrival the Italian influence had exploded across the entire country. This was in large part to the initiative of Italian entrepreneurs who had great success in forging businesses such as cafe’s , sweet shops and as everyone knows their undoubted influence on fish and chips becoming a staple. As well as this Italians managed to learn english very quickly and the Scottish slang to go along with it showing their overall adaptability and confidence. This quick mastery of the native language was just as important as their proficiency in food as it allowed the Italians to deepen their connection to Scottish culture. 

Even to this day the Italian impact on Scottish identity is huge. For instance one of the most associated icons with modern day Scotland is the deep fried mars bar.  Unfortunately it is arguably the pinnacle of Scottish cuisine. Without Italian muscle behind expansion and mainstreaming of chip shops in their early days the path of the Scottish pallet may have taken a completely different direction. Some of Scotland’s most loved snacks such as haggis Supper, red pudding , deep fried pizza and as previously mentioned deep fried Mars bar can all be derived from the chip shop or as Scots call it the “chippy/ chipper”. I get the feeling though that if you asked the average Italian to try a deep fried Mars bar or made any attempt to link it to their cuisine you would be in their bad books.

Even out with food the Italian influence in Scotland has produced some of the wee countries finest artists. Paolo Nutini is a direct example: his parents own a chip shop on the west coast of Scotland which traces the Nutini family back to those successful pioneers who arrived in Scotland in the 1890’s,specifically his father’s side originated from Barga in Tuscany. Lewis Capaldi is one of the most current artists globally and is another product of the Scottish Italian Union. The superstars Italian flare can be traced to Picinisco. A distant cousin of Lewis is the actor Peter Capaldi, he shares a similar path to Paolo and his parents owned an ice cream establishment in Glasgow. Famous for his role as Doctor Who and starring in “The Thick of It” for which he won several awards. It seems to be no accident that some of Scotland’s most successful personalities have the secret ingredient of Italian flare in their recipe to success. 

It is hard to measure the full extent of what the people of Italy have contributed to Scotland however it is fair to say they have had a long lasting impact on the nation and have helped produce some of Scotland’s most iconic people and cultural talking points. The cultures share a “bloodiness” to them in which we will not shy away from defending our opinions and use every vocal cord we possess to achieve this. Some call it impulsiveness or lack of reflection but the Scots and Italians call it true passion.  These overlapping branches of Italy and Scotland  can be seen within our dedication  to football with both nations sharing a true vigor for the sport but perhaps not sharing the same skill level on the field. I will let you interpret who is better.

 All joking aside both nations have suffered throughout their history in perhaps different ways and circumstances. But what remains is two lands of people who always hold their head high , have an optimistic attitude to the world and their branding as a nation from history ,culture and food is instantly recognisable. 

 If you come from a family with Italian heritage and want to spark your Italian flare here at La Dante we offer online courses to teach you the language at several levels. On the flip side if the tale of Italian immigrant success in Scotland has inspired you to move to the Uk we also have courses in English to help you on the journey. 

GIULIA PORTUESE CAVALIERE DELL’ ORDINE DELLA STELLA D’ ITALIA

L’importante riconoscimento è stato assegnato  alla Direttrice e Fondatrice de La Dante in Cambridge per il servizio reso alla comunità italiana all’estero negli ultimi 28 anni

Il  Presidente della Repubblica ha conferito alla Direttrice e Fondatrice de La Dante in Cambridge, Dott.ssa Giulia Portuese, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’ItaliaLa notizia, trasmessa dall’Ambasciatore Raffaele Trombetta, rappresenta naturalmente motivo di grande orgoglio per tutto lo staff di insegnanti, assistenti e manager dell’European Cultural Centre di Cambridge, scuola di lingue e associazione culturale che la dottoressa Portuese guida da oltre 12 anni. 

La Dott.ssa Giulia Portuese, di origini siciliane, dopo la laurea in Lingue presso l’Università di Firenze e un lettorato di italiano presso l’Università Santa Barbara in California, negli Stati Uniti, si trasferì nel Regno Unito dove ha profuso grandi  energie in favore della comunità italiana. 

L’abbiamo incontrata nella cittadina inglese.

Dott.ssa Portuese, è stata insignita di un premio prestigioso per il suo lavoro di promozione della lingua italiana nel Regno Unito, che l’ha portata a dar vita alla scuola di lingue e associazione culturale, La Dante a Cambridge, nonché ad una radio trilingue, Radio Dante. Ci parli  innanzitutto dell’ inizio della sua vita lontana dal suo Paese d’origine.  Da dove nascono lo spirito di servizio e il lavoro appassionato a sostegno della comunità  italiana negli Uk?

Della mia terra d’origine, la Sicilia, ho un ricordo molto romantico dato dalle belle estati trascorse durante l’infanzia fino all’adolescenza, ma non ci ho mai vissuto. Sono cresciuta sulla costa Ionica e dopo il liceo classico, la mia vita si è sviluppata a Firenze, poi negli Stati Uniti, dove ho studiato a UCSB a Santa Barbara, ed infine a Cambridge. Dopo aver avuto i miei figli, ho sempre cercato di ispirarli con la lingua italiana e la nostra cultura.  A Cambridge nel 1992 non c’era una Dante Alighieri ed i pochi corsi di italiano erano affollati, classi miste di età varie, un’insegnante per quasi 30 alunni. Allora ho cominciato a fare ricerca e mi sono resa conto che gli inglesi sono affascinati dalla cultura italiana e dalla nostra lingua. La generazione italiana del dopoguerra, inoltre,  era di circa 5000 persone, tra Bedford e dintorni, all’epoca arrivate per l’industria dei mattoni da tutta Italia. Gli italiani hanno un tale orgoglio per la loro lingua e cultura che naturalmente amavano trasferire anche ai loro figli. Il loro spirito di imprenditoria fece sì che comparvero i primi business,  ditte e negozi. Da quella generazione e le altre che ne seguirono si creò una grande comunità italiana estesa a Londra ed in tutta l’Inghilterra. Ben presto mi resi conto che, non solo gli italiani della terza generazione, ma anche gli inglesi e gli stranieri che vivevano a Cambridge avevano un enorme fascino per la lingua italiana e le sue tradizioni.  Genitori di famiglie miste italo inglesi avevano bisogno di imparare la lingua per comunicare con i nonni, gli zii ed i cugini, una volta in Italia. Fu dopo la nascita dei miei due figli Lorenzo e Luca che cominciai a pensare di aprire una scuola ed un’associazione culturale, una Dante Alighieri già famosa nel mondo per la promozione della nostra cultura. Nel 2008, dopo aver lavorato alla Cambridge University Press, cominciai a pianificare rendendomi conto che c’era un vero bisogno nella comunità italiana. Così nacque La Dante in Cambridge per dare appoggio a chi voleva cercare lavoro e aveva bisogno di alloggio o di una traduzione del certificato di nascita o di residenza. All’epoca li facevamo gratuitamente  per farci conoscere e così, con l’appoggio della comunità italiana, nacque la nostra scuola a Norfolk Street a Cambridge, la nostra prima sede. Da lì i nostri corsi iniziarono con 6 bambini per poi svilupparsi con corsi per adulti e specialmente con corsi culturali: club di lettura, di film, di conversazione, film per bambini, cucina italiana. La Dante nel corso di 12 anni, si è trasformata in un Centro Culturale Europeo che promuove la lingua e cultura italiana, spagnola ed inglese. Nel 2011 è poi nata Radio Dante che si è sviluppata nel corso degli anni con un team di volontari e giornalisti che danno voce alla cultura, alla musica italiana, spagnola ed inglese, prima con programmi registrati in uno studio radio nel centro di Cambridge, ora via podcast, su tutte le principali piattaforme. Radio Dante è il fiore all’occhiello della nostra sede, riconosciuta dalla Società Dante Alighieri di Roma con 400 uffici in tutto il mondo. Se volete ascoltare Storie per bambini, Racconti di viaggio o interviste a cantautori, interviste con imprenditori italiani che vivono all’estero, o spagnoli connettetevi pure su www.radiodante.org o su mixcloud.co.uk . Radio Dante e la scuola sono dunque nate da  un bisogno di esprimersi, per dar voce alla bellezza artistica e alla storia degli italiani, ma anche dal bisogno di espandere tutto quello che contraddistingue la nostra cultura: da Dante Alighieri a Pavarotti, da Fellini a Michelangelo, dalla storia del rinascimento ai film odierni, tutto quello che è italiano trova un approdo nel cuore degli inglesi. Da Shakespeare a Shelley, la loro cultura è permeata da quella italiana. 

La passione per la nostra cultura era già in me quando sono arrivata qui a Cambridge, ed aiutare la comunità è stato un gesto naturale per sentirmi più a casa. Nel corso degli anni, presso La Dante, abbiamo aiutato nuovi professionisti che cercavano lavoro, studenti universitari, famiglie che erano appena arrivate e volevano inserirsi conoscendone altre, anziani che avevano bisogno di traduzioni e servizi di interpretariato. E’ un viaggio che ancora continua.

Quali sono state le maggiori difficoltà?

Ho messo su La Dante nel 2008 interamente con i miei investimenti, e al tempo stesso avevo la famiglia ed i figli ancora adolescenti, sicché era difficile dedicarmi allo sviluppo dell’Istituto  e fare da madre, occuparmi della famiglia. La passione e la convinzione di fare il giusto, non solo per i miei figli, ma per l’intera comunità mi hanno dato la forza di andare avanti. La Dante è diventata un Training Centre in cui formavamo neo studenti in marketing e neo insegnanti. Abbiamo costruito un network a livello Europeo con le migliori Università in Italia, Spagna e Inghilterra con i progetti Erasmus. Abbiamo costruito networks con ditte Europee a cui insegnare l’inglese per business e siamo un ponte tra l’Italia, la Spagna, e l’Inghilterra. Nel corso degli anni, siamo diventati l’unico Centro Certificatore Plida per conseguire la cittadinanza italiana. Gli studenti arrivano da tutta l’Inghilterra per venire a fare gli esami da noi e li aiutiamo anche con la giusta preparazione. 

Torniamo a parlare di Radio Dante: dopo la scuola, è arrivata la fondazione dell’emittente radiofonica  trilingue. Come è nato  questo progetto e a che punto è? 

La Radio trilingue, Radio Dante, è la voce della nostra comunità europea. All’inizio nel 2011 incontrai un giornalista ad un evento che voleva fare una intervista, naturalmente in inglese, e in quel momento realizzai che la comunità europea di Cambridge non aveva una voce in radio. Perciò nacque Radio Dante. Ora siamo per lo più online con programmi su www.radiodante.org che ospitano musicisti, accademici, studenti che, con la fuga dei cervelli, si sono contraddistinti qui a Cambridge e nel resto del Regno Unito. La Dott.ssa Gilda Notarbartolo gestisce Radio Dante e, con i suoi collaboratori, creano nuovi podcast tutte le settimane: dai racconti di Rodari, a Racconti di Viaggio, che potete ascoltare su https://www.radiodante.org/. Radio Dante e la sua crescita,  con sempre nuovi podcast e nuove serie, ha dato molta soddisfazione negli anni: ci ascoltano dalla Francia, dalla Spagna, dal nord d’Italia, dalla Svizzera. Quest’anno c’è anche stata una collaborazione significativa con Radio Mexico Internacional, da Città del Messico, con cui abbiamo uno scambio di programmi in spagnolo e in italiano.  

Quali sono state le maggiori soddisfazioni che hanno riscattato i sacrifici e premiato il suo impegno?

Penso alle centinaia di neo laureati che hanno fatto tirocinio da noi, o le tante insegnanti che hanno fatto carriera dopo la formazione, qui alla Dante, e che dopo sei mesi, o un anno, sono riusciti a trovare lavoro grazie all’esperienza fatta presso la nostra sede.  Dopo tanti anni mi mandano ancora gli auguri di Natale e questo vale molto anche sull’aspetto umano, coltivato insieme alla passione comune del lavoro. Abbiamo formato molti insegnanti Europei con la tecnica CLIL e, grazie a questa, molti licei hanno beneficiato di questo metodo  per insegnare materie scolastiche in inglese.  Negli anni, inoltre, abbiamo sviluppato progetti Erasmus prestigiosi con scuole come  quella di Zaragoza, Colegio M.M.Rosa Molas e scuole nel sud d’Italia, aiutando centinaia di studenti per la preparazione dell’inglese.
Ora La Dante è all’avanguardia con una piattaforma online che colmerà  i ponti culturali tramite un sistema simile a Facebook, dove studenti inglesi faranno amicizia con quelli italiani o spagnoli, a seconda della lingua da studiare prescelta. Non ci sono più limiti, in quanto studenti che amano la nostra cultura potranno studiare da noi da ogni parte del globo, sia per quanto riguarda l’italiano che lo spagnolo o l’inglese, con un team di insegnanti di madrelingua molto impegnati e appassionati. Grazie a questa nuova piattaforma online gli studenti potranno risentire la lezione registrata, comunicare con il team, con gli altri studenti e con gli insegnanti. 

Crede che la Brexit possa rendere più difficili le attività che promuovete e lo sviluppo della lingua e della cultura italiana in UK? Se sì, in che misura?

Sono pienamente convinta che anche dopo la Brexit, l’amore per le nuove culture e lingue resterà vivo. Non dimentichiamo che il popolo inglese è un popolo che ama la scoperta, le avventure, e queste sono facilitate dalle lingue, dalla conoscenza di nuove tradizioni e popoli. Penso che il ruolo della Dante in Cambridge ha un peso ancora maggiore nel fare da ponte tra le culture europee e quella inglese, nel cuore di Cambridge. Se ci saranno difficoltà  iniziali, queste saranno superate. I genitori vogliono che i loro figli abbiano abilità  nelle lingue e nello sport, nella musica per essere affermati nelle loro vite ed avere possibilità di lavoro maggiori, lavorare all’estero, studiare. Il ruolo delle lingue in UK è più importante che mai. 

Quali sono i progetti futuri e cosa augura alla comunità italiana in Uk e all’estero in generale?

Un continuo sostegno tramite i portali condivisi su Linkedin o FB per gli Italiani a Cambridge o Professionisti italiani a Londra. Un punto di ritrovo che continui negli anni alla Dante in Cambridge per le famiglie e per i giovani in cerca di lavoro ma soprattutto condividere questa voglia di storia e cultura che ci contraddistingue. La collaborazione tra i popoli ha dato sempre successo e più menti possono costruire più cose senza frontiere. 

Cosa rappresenta per lei questo prestigioso riconoscimento?

Mi sento molto onorata e grata, non me lo aspettavo ed è arrivato cogliendomi con un sorriso. Voglio ringraziare il Presidente Mattarella per la onorificenza, – spero di incontrarla di persona a Roma. Questo prestigioso riconoscimento va anche a tutto il team della Dante in Cambridge, agli insegnanti, manager, team, giornalisti, collaboratori e soprattutto agli studenti che ci hanno dato fiducia, nonché alla Società Dante Alighieri che ha creduto in me quella mattina a Roma in cui il Dott. Alessandro Masi mi concesse l’onore di utilizzare il logo della Dante Alighieri per questo incredibile viaggio di 28 anni. 

Se volete fare una prova e unirvi a noi, scoprire di più, scriveteci pure a: 

ladanteincambridge@gmail.com

La Dante in Cambridge è un Centro Culturale Europeo www.ladante-in-cambridge.org creato nel 2010 dalla Dott.ssa Giulia Portuese-Williams nel 2010 a cui da poco è stata data l’onorificenza di Cavaliere della Stella d’Italia dal Presidente della Repubblica Mattarella (Feb 2021). 

La Dante ha sviluppato il suo modello di insegnamento naturale delle lingue e promuove la lingua e cultura Italiana, Spagnola ed Inglese. E’ l’unico Centro esaminatore PLIDA nel Regno Unito per conseguire l’esame per la cittadinanza italiana (per maggiori informazioni ladanteplida@gmail.com)

Ha anche  Radio Dante www.radiodante.org che promuove lingua e cultura nelle tre lingue via podcast a livello mondiale:

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LEARNING LANGUAGES ONLINE DURING LOCKDOWN

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Why study a new language now is a good idea

Cambridge Central Library

My experience abroad began a few years ago. From Naples (Italy) I moved to the Uk.  In 2013, I spent about a year in London and after, many years in Cambridge. Despite the difficulties that a completely new life in a completely different country from mine has entailed, now, I can say that these have been years of great enrichment. The first huge frustration I felt as soon as I was in Great Britain was of course the new language. For a sociable Neapolitan “communicator” and journalist who loves the Italian language like me, I can assure you that not being able to express myself with the surrounding world was a terrible feeling. The language we use completely permeates our life, our interactions, as well as our way of seeing things and our freedom. Without this fundamental tool you feel lost. Now, after many courses, some exams, a Master’s degree at the Anglia Ruskin University in Cambridge, and some work experiences in the UK, I can say that I am totally grateful for the path I have taken which forced me to master my second language. The motivation to learn is important of course. I admit that given my very low level of love for the new language at the time, it came to my rescue the fact that, to some extent, I find myself forced to learn and practice English by the kind of life I had chosen: a new working and personal life in England. After all, I had always wanted to be able to use the most widespread language in the world, the ‘wildcard’ language, as I have always defined it. I thought about it strongly when during a trip to Norway, entering a little shop in Bergen, I missed a pair of earrings that I wanted to buy, but which, due to my clumsiness and shyness, was secured by another English tourist, or when I found myself for work in New York (wonderful city I fell in love with) and I could not exchange more than a couple of sentences with some nice patrons in a pub. The same happened when a group of American tourists tried to interact with me in Italy, on the island of Procida where I was during my summer holidays. What a frustration it was. Of course, knowing English makes you feel like a citizen of the world, confident that you can communicate with anyone. The potential of a language that is so useful and influential even in the professional field, can seriously make you feel capable of crossing doors almost anywhere. English is the most widely spoken language in the world, used by more than a quarter of the world population. 

And therefore, I went from being too insecure even to order a coffee in any London bar, to working in a language school, as well as a European cultural center. At La Dante in Cambridge, where I have been working for a few years, I have certainly perfected my haltingly English, through phone calls, emails, marketing campaigns, presentations, social and cultural events and even radio broadcasts (the bilingual broadcasts of Radio Dante).

Cambridge, Uk

La Dante in Cambridge, which is one of the foreign branches of the Dante Alighieri Society, the Italian cultural institution that aims to protect and spread the Italian language and culture in the world, has allowed me to continue to have the fundamental bond with my country and its culture I needed,  and at the same time to come into contact with cultures different from mine in an environment made up of people who love languages. ‘A different language is a different vision of life’, said the Italian film director Federico Fellini. It is definitely true. Language learning, in addition to the pleasure and opportunities it provides, is also known to be linked to a better mental health: it prevents cognitive decline by reducing the risk of Alzheimer’s or dementia, for example. This is because people who speak at least two languages ​​develop their temporal lobes, which allow for the formation of new memories. This increases the number of neurons that make up our brain. In addition, people who speak more than one language become better at ‘problem solving’, at better analyzing their environment and at carrying out more activities simultaneously (multitasking). These are undoubtedly some of the benefits that bilingual or multilingual people can enjoy. Neuroplasticity, that is the ability of the nervous system to modify itself to form nerve connections, is greater in children, but the brains of adults can also be shaped and improved. So it’s really never too late to challenge yourself and have a super brain! You think that most of the students of Italian at La Dante in Cambridge are really ‘very adults’, mostly retirees or academic professors. They are passionate, good at always making new progress, and are more than awake and active.

BBC, Cambridge, Uk

 I personally got a taste for it too and, since this new era of smart working and lockdown began, I took advantage and started studying Spanish with online courses, always with mother tongue teachers from La Dante in Cambridge. Nothing more pleasant. Even after a busy day of work, nothing is more comfortable than staying in the warmth of your own home, without having to travel in the cold or for a long ride by car, etc. I take a seat in my living room for a couple of hours with classmates of all nationalities (in my class at the moment there are two Turks, one Russian and one English for example) and my very nice Spanish teacher. Leisure, together with the feeling of using your time productively in something that contributes to your personal and cultural growth, do the rest. Obviously I am looking forward to going to Spain to communicate with the locals in the local language, but for now, safe from viruses, I have been preparing myself for that moment.

 I conclude with a quote from Francois Vaucluse who said: ‘Forgive them who speak only one language: they do not know what they do’. My wish for this new year to you is therefore to commit yourselves to learning a new language or to practice and deepen a second or third language that you already know or that you had started learning at school.

INFORMATION ON ONLINE COURSES

E-learning is as much, if not more effective than in-person lessons. The language courses of La Dante in Cambridge take place on Zoom with the help of Google Classroom and the use of the new online school platform, PLATEO, where all students can easily interact with each other and with teachers. Furthermore, with this new platform, all users, in addition to teachers, can easily share documents, videos, language tests and many other files to improve the learning experience and push all skills to the best.

 Since La Dante is a European Cultural Center, together with language courses, it also offers all its students many cultural events and extra activities, completely free to offer an experience as immersive as possible (conversation classes, cooking classes, aperitifs online, film club). The teachers, of English, Spanish or Italian, are all qualified native speakers who use an effective communication approach that encourages the students to speak in the language of study as much as possible.

Courses can be individual or group. The collective classes are formed by a few people in order to guarantee a higher level of individual attention to each student.

For more information or to register for English courses, english@ladante-in-cambridge.org, WhatsApp +44 7887 606227

For Spanish courses spanish@ladante-in-cambridge.org – – WhatsApp +44 7887 606227

For Italian courses for foreigners info@ladante-in-cambridge.org – WhatsApp +44 7887 606227

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Natale ai tempi del Covid-19 con i messaggi online a Santa Claus

Il Natale è una delle feste più sentite dell’anno. Durante questa ricorrenza, le città si riempiono di luci che illuminano le vie del centro e in molte zone sono allestiti mercatini, dove è possibile degustare cibi tipici e acquistare oggetti fatti a mano. In Italia le tradizioni sono varie, diffuse da nord a sud. A differenza di molti altri Paesi europei, qui si è soliti far coincidere l’inizio delle festività con il giorno dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre, giornata in cui si cominciano anche ad allestire il presepe e l’albero di Natale. In molti quest’anno si sono anticipati. E` stato un fenomeno abbastanza diffuso. Con più tempo da trascorrere in casa, con il desiderio di sentirci meglio e di colorare in qualche modo queste giornate dai toni grigi, molti hanno fatto prima del solito, già alla fine del mese di novembre. Quanto riscaldano le lucine colorate degli alberi di Natale? Ci riportano istantaneamente a quando da bambini tuffavamo lo sguardo tra i rami dell’abete nell’attesa che Babbo Natale ci portasse i suoi doni. Questa tradizione legata all’albero natalizio ha origini antiche. C’è chi fa risalire le sue origini al 1441, quando nella piazza centrale del Municipio di Tallin, in Estonia, fu eretto un abete gigantesco attorno al quale giovani single ballavano in gruppo alla ricerca dell’anima gemella, e chi invece al XIII secolo, a Basilea, in Svizzera. In Italia si diffuse nella seconda metà dell’Ottocento grazie alla Regina Margherita di Savoia che ne fece addobbare uno nel Palazzo del Quirinale, dando il via a una vera e propria moda che si diffuse rapidamente in tutta la penisola. La tradizione vuole poi che l’albero si tolga, insieme a presepe e decorazioni, il 6 gennaio. Molti hanno addobbato i propri abeti, simbolo di convivialità, famiglia e amore durante le feste, in solitaria “Quest’anno non sarà come gli altri, ma il Natale è la festa della rinascita e della speranza” – ci ha detto qualcuno. Natale 2020 naturalmente, a causa della pandemia da Covid-19, non sarà come i precedenti e non si potranno prevedere veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci. A tavola ci potranno essere massimo sei parenti stretti: sarebbero queste le nuove raccomandazioni e regole per le festività. Anche la Messa del 24 notte fara` i conti con l’ultimo Dpcm. La sera della vigilia di Natale, infatti, si dovrà rientrare presso la propria abitazione entro le 22:00. La messa di Natale sarà quindi anticipata alle 20:00.

Zampognaro scozzese a Londra

Sara`un Natale dall’aspetto nuovo e particolare: anche gli Zampognari, figure amate e molto diffuse nell’Italia centro-meridionale, che nel periodo natalizio girano per le strade suonando lo strumento antico della zampogna dovranno indossare la mascherina naturalmente o tenersi lontani dalla folla mentre suonano. Questo senz’altro però non li fermerà dall’allietare le strade con la loro musica.

Insomma, che questo sarà un Natale in sicurezza e all’insegna del distanziamento è fuor di dubbio anche per tutti i Babbo Natale che incontrano centinaia di bambini ogni anno. Ma nulla è perduto. Da tutto questo, infatti, è nata un’iniziativa particolare, Dillo con Babbo Natale” (Say it with Santa). In cosa consiste? Chiunque potrà chiedere a Babbo Natale in Finlandia, tramite il sito online, di trasmettere il proprio messaggio di positività e affetto ai propri cari e amici, tutto ciò che basta in questo momento. Babbo Natale ha già ricevuto migliaia di messaggi che saranno raccolti in un video che sarà condiviso sui social. Detto questo, auguriamo a tutti un Natale sereno e sicuro con ciò che, come ci ha insegnato questo periodo complicato, davvero conta nella vita: amore, buoni sentimenti e famiglia.

Carlotta Casolaro